Il commissariamento di Militia Christi

La comunità di Familia Christi è stata fondata nel 2016 con Decreto Arcivescovile da S.E. mons. Luigi Negri e le è stata assegnata la Parrocchia di Santa Maria in Vado, una splendida basilica, in cui nel 1171 si verificò il famoso Miracolo eucaristico.

Prima dell’arrivo della comunità la chiesa versava in condizioni pietose, in un indecoroso abbandono frutto al contempo dell’incuria e della furia iconoclasta del Clero locale. Un gruppuscolo di fedeli cattocomunisti, che ivi trovava ricetto, all’insediamento dei reverendi padri si adoperò per sobillar loro contro i non pochi confratelli ultraprogressisti, che nondimeno trovarono in mons. Negri un convinto difensore della giovane comunità semi-conservatrice. Venne autorizzata la celebrazione della liturgia secondo il rito antico, accompagnata prudentemente dalla liturgia riformata, e spesso i sacerdoti di Familia Christi ebbero occasione di concelebrare il Novus Ordo in Cattedrale.

I parrocchiani erano più che felici della rinascita pastorale, liturgica e spirituale di Santa Maria in Vado, che nel volgere di pochi mesi tornò all’antico splendore, e soprattutto venne pulita a fondo, togliendo quella patina di trascuratezza ed abbandono, che l’aveva contraddistinta sino ad allora. Attorno alla comunità si raccolsero anche i membri del coetus fidelium di ferraresi ,che potevano così assistere alla celebrazione solenne della Messa e delle funzioni a norma del Motu Proprio.

Mentre la comunità di Familia Christi cresceva e si faceva apprezzare, in Curia si tramava già per il suo allontanamento, e con altrettanta alacrità si faceva di tutto perché la Fraternità San Pio X non avesse una propria chiesa, ma fosse confinata in un ex bar, che pure risulta elencato tra i luoghi di culto nell’Annuario Diocesano, con tanto di orari delle celebrazioni.

Le dimissioni di Sua Eccellenza e l’insediamento di Gian Carlo Perego dettero la stura alla persecuzione, che pure si era preparata con largo anticipo. Si iniziò con una prima Visita Canonica nella primavera di quest’anno, che i religiosi vissero con grande apprensione, ma anche con spirito di collaborazione. Questa prima visita doveva rappresentare un monitum destinato a moderare gli slanci tridentini dei sacerdoti, dei quali pure era nota l’assoluta ed incondizionata accettazione del Vaticano II.

Il 23 Giugno 2018, nonostante una raccolta di oltre 700 firme da parte dei fedeli, li si trasferì dalla grande Parrocchia nel centro di Ferrara alla chiesa non parrocchiale di Santa Chiara, lasciando i religiosi in una situazione di precarietà quanto alla loro dimora: si disse che sarebbero stati trasferiti dal convento dei Gesuati, loro concesso provvisoriamente fino a Settembre. Un mese dopo, a fine Luglio 2018, la Curia ingiunse loro di sospendere la celebrazione della Messa a norma del Motu Proprio, intimando il divieto di ammettere anche alla sola celebrazione privata qualsiasi fedele, sotto pena di sospensione a divinis. Contestualmente Familia Christi veniva anche allontanata dal convento in cui viveva la comunità, mettendo i monaci in mezzo alla strada.

Certo è che la condotta del Clero ferrarese e lo stato di progressivo ed inesorabile decremento nell’assistenza alla Messa domenicale, con il conseguente accorpamento di più parrocchie in unità pastorali, non pare legittimare le misure draconiane assunte nei riguardi della Fraternità Sacerdotale di Familia Christi, la cui Parrocchia contava un numero sorprendentemente alto di fedeli, specialmente alle funzioni in rito antico. Lo stato in cui versa la chiesa di Santa Maria in Vado, oggi, è tornato allo squallore precedente, nonostante Perego abbia accorpato ben quattro parrocchie in una unità pastorale per metter insieme pochi fedeli.

Parallelamente, l’Arcivescovo ha vietato ai suoi seminaristi di leggere libri e pubblicazioni di impostazione tradizionale: il Rettore ha dato le, dimissioni e dai 36 candidati agli Ordini che aveva grazie all’opera di mons. Negri oggi ne ha solo 4. Quando si dice primavera conciliare.

Il 1° Dicembre il Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei ha decretato il commissariamento dell’Istituto, nominando Commissario Plenipotenziario mons. Daniele Libanori S.J., vescovo Ausiliare di Roma, gesuita ferrarese: il prelato è stato seminarista dell’Arcidiocesi e ha ricevuto l’ordinazione a Ferrara nel 1977, dov’è rimasto incardinato sino alla sua entrata nella Società di Gesù nel 1991. Mons. Libanori è stato consacrato Vescovo il 13 Gennaio 2018. Ora ritorna a Ferrara per assumere il governo di Familia Christi: non è difficile supporre che nella sua città d’origine egli ritroverà non pochi confratelli ed amici, tra cui probabilmente anche coloro che hanno chiesto a Roma l’invio della Visita Canonica prima e del Commissario poi.

Tutto a norma del Codice di Diritto Canonico, ben s’intende.

 

Per approfondire

https://opportuneimportune.blogspot.com/2018/12/note-margine-di-provocare-lo-scisma-il.html

https://opportuneimportune.blogspot.com/2018/12/la-battaglia-nella-chiesa-prima-della.html

http://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2018/12/provocare-lo-scisma-patrick-archbold.html

https://www.marcotosatti.com/2018/12/04/la-misericordia-colpisce-ancora-commissariata-familia-christi-a-ferrara-troppa-tradizione-sgarbo-a-negri/

 

 

Ringraziamenti

“L’umanità deve entrare in una forma di resistenza”.

Il Cardinal Robert Sarah subito dopo queste parole (dal libro La forza del Silenzio. Contro la dittatura del rumore), si domanda: “Che diventerà il nostro mondo se rinuncerà a cercare spazi di silenzio?”. Preservando la lettura, o meglio la meditazione, di questo stupendo libro, crediamo che, come sia un compito arduo contrastare il rumore, così non possiamo esimerci dal portare la nostra voce – modulata sulla preghiera – a conferma della nostra fede. In tal senso, avvertiamo anche che il cardinale ci esorta a condurre la buona battaglia con armi e modi che sono sconosciuti e spesso incomprensibili al mondo. Memori del suo insegnamento, ci siamo affidati all’intercessione della Beata Vergine Maria, che proprio a Caravaggio ha ricordato all’umile contadina Giannetta di aver pregato sette anni dinanzi al trono del Figlio, per evitarci i meritati castighi e condurci sulla via della conversione e della salvezza.

Qui vogliamo ringraziare i molti, uniti a noi in fraterna amicizia; in particolare quanti hanno affrontato viaggi di parecchi chilometri per unirsi a noi.
Tutti accomunati dallo stesso desiderio di rendere onore alla Santa Vergine del Fonte presso Caravaggio.

Con loro ricordiamo anche le associazioni che hanno incoraggiato e sostenuto la nostra iniziativa:

Comitato Miguel Agustín Pro
Nova Civilitas
Ora et Labora in difesa della Vita
SOS Ragazzi
Tradizione Famiglia e Proprietà

Il nostro grazie anche ai numerosi amici, che impossibilitati a raggiungere il santuario, si sono uniti spiritualmente a noi in preghiera.

Infine un pensiero di riconoscenza particolare al giornalista Marco Tosatti: dando voce al ritrovo di domenica sul proprio sito, ha fatto sì che due affezionati lettori di Padova ci raggiungessero a Caravaggio.
Si lavora per l’Unico.

W e A

foto Rosario

 

 

Vi trascineranno davanti ai loro tribunali per causa mia (Mt 10, 16)

Giorgio e Silvana
“Quando si dice la Verità si è invincibili, qualunque sia l’avversario”, affermava San Tommaso d’Aquino.
Silvana de Mari l’ha magistralmente dimostrato nell’udienza del 30 ottobre alla sezione penale del Tribunale di Torino.

La dottoressa e scrittrice Silvana De Mari, con l’ausilio dell’avv. Mauro Ronco, si è difesa molto bene da tutte le fantasiose imputazioni a suo carico: ha portato in aula fatti e prove scientifiche, a sostegno delle sue tesi, contro le accuse pretestuose e infondate della lobby LGBT.
Affrontando il dibattimento con la grinta di un leone, ha offerto paradossalmente la sua migliore conferenza.
Ad un certo punto, il Pubblico Ministero le ha chiesto se fosse consapevole di aver utilizzato nei suoi libri dei termini ingiuriosi nei confronti degli omosessuali; a questa illazione, lei ha replicato in modo molto pacato ed elegante, asserendo di essere veramente certa di non aver utilizzato termini ingiuriosi in quanto non si può ingiuriare dicendo la Verità.

L’udienza, iniziata alle 9:30 si è conclusa alle ore 12:30, quando il giudice ha fissato l’ennesima sessione per giovedì 13 Dicembre (festa di Santa Lucia!) sempre alle ore 9:30, nell’Aula 57 del Tribunale di Torino.

Ricordo che quella della De Mari è una battaglia che deve chiamare in causa ognuno di noi in quanto, quando è in gioco la verità, è in gioco il nostro futuro ed in particolare la libertà di pensiero e di parola, anche in considerazione del fatto che una malaugurata sentenza di condanna potrebbe costituire un gravissimo precedente giudiziario e causare danni irreparabili alle libertà costituzionalmente garantite.
E’ proprio vero che, come diceva George Orwell: “Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”, ma se in tanti avremo il coraggio e la determinazione di affermarla, possiamo essere certi che trionferà.

Giorgio Celsi

La Nuova Bussola: “Dialogo senza verità, il diktat Lgbt entra in santuario”

Andrea Zambrano scrive un articolo sul previsto “Tavolo di Dialogo”, che con precisione descrive gli antefatti e le deformazioni che ne conseguono.

http://lanuovabq.it/it/dialogo-senza-verita-il-diktat-lgbt-entra-in-santuario

Ringraziamo la redazione anche per l’utile segnalazione dell’iniziativa promossa su questo portale.
Cogliamo l’occasione per chiedere ancora adesioni – da tutta Italia – e di diffondere la richiesta, mandando Nome, Cognome e Città di residenza a twelveshields@gmail.com; visitando questo sito (anche su facebook; ogni like e commento sono graditi),
quello de La Nuova Bussola e altri che verranno segnalati. Grazie.

300 FIRME
E’ facile immaginare come l’incendio sia diventato presto un rogo devastante. Che ha coinvolto la Chiesa di Cremona sotto forma di una petizione lanciata da alcuni fedeli che vivono il santuario di Caravaggio. Questi in pochi giorni hanno raccolto più di 300 adesioni al loro appello rivolto al vescovo di cancellare l’evento e soprattutto di non coinvolgere l’amata casa della Vergine.”

Lasciamo alcune parole di Flavio Rozza (tra gli amici con cui stiamo portando avanti la protesta. E la preghiera, beninteso), dalla parte che Z. dedica alla nostra lettera e raccolta di adesioni.

“Questi incontri sono promossi e organizzati da realtà che tentano di raccogliere sotto l’egida del cattolicesimo persone omosessuali che non hanno nessuna intenzione di abbandonare il loro comportamento omosessuale, anzi tentano di modificare sostanzialmente l’insegnamento della Chiesa in merito”.

Continuiamo e rimaniamo uniti nella Fede cattolica, con la Sacra Famiglia e tutti i Santi!

Alessandro Roverselli

Fumo LGBT nel Santuario di Caravaggio

Il prossimo 18 novembre si terrà presso il santuario di Santa Maria del fonte a Caravaggio un incontro dal titolo “Tavolo di dialogo fra diocesi lombarde e realtà cattoliche LGBT: quale presenza dei giovani LGBT nella Chiesa?”. Rif: locandina

La locandina, dove campeggiano i colori dell’arcobaleno invertito, rappresentativo di un umanesimo senza Dio, del trionfo della gnosi sulla genesi, ci informa che l’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’associazione “Cammini di Speranza” – sezione Lombardia e la Diocesi di Cremona; l’obiettivo è di avviare un percorso di reciproca conoscenza, apprezzamento e accoglienza, avvalendosi anche del contributo di rappresentanti lombardi del “Progetto Giovani LGBT” e di “genitori con figli LGBT”.

La prima impressione che se ne riceve è di sconcerto: è davvero inquietante l’espressione “realtà cattoliche LGBT”, che ponendo sullo stesso piano la dimensione religiosa e quella relativa all’orientamento sessuale, di fatto contribuisce a legittimare e di conseguenza ad approvare comportamenti contrari all’ordine naturale, perciò definiti disordini nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 2357/58).
Lo stesso vale per i termini “giovani LGBT” e “genitori con figli LGBT”, che risultano riduttivi e degradanti perché definiscono una persona in base al proprio orientamento sessuale.

Sconcertante è anche la scelta del luogo che ospita l’evento: Santa Maria del fonte a Caravaggio, santuario che è nel cuore di milioni di fedeli in Italia e nel mondo, luogo sacro di indubbio rilievo nella devozione mariana.
Proprio a Caravaggio, il 20 giugno del 1992, S. Giovanni Paolo II rivolse un appassionato discorso ai giovani, richiamandoli alla bellezza della vita e alla necessità di impegnarsi nella sua difesa perché in ciascuna creatura umana rifulge l’immagine del suo Creatore:

“Dovete dire e gridare che la vita è dono meraviglioso di Dio e nessuno ne è padrone, che l’aborto e l’eutanasia sono tremendi crimini contro la dignità dell’uomo, che la droga è rinuncia irresponsabile alla bellezza della vita, che la pornografia è impoverimento e inaridimento del cuore. Dovete anche ricordare che la malattia e la sofferenza non sono castighi o condanne, ma occasioni per entrare nel cuore del mistero dell’uomo; che nel malato, nell’handicappato, nel bambino e nell’anziano, nell’adolescente e nel giovane, nell’adulto e in ogni persona, brilla l’immagine di Dio. Ma, soprattutto, dovete gridare al mondo che la vita è un dono delicato, degno di rispetto assoluto: che Dio non guarda all’apparenza ma al cuore; che la vita segnata dalla Croce e dalla sofferenza merita ancora più attenzione, cura e tenerezza.”

Siamo agli antipodi dell’interpretazione distorta del Vangelo proposta dall’associazione “Cammini di Speranza”, che scrive nel sito omonimo al capitolo relativo alla propria missione, di opporsi “ad una lettura esclusivista, fondamentalista e decontestualizzata del dettato biblico che contrappone l’unione eterosessuale all’unione omosessuale. Il progetto d’amore di Dio, che riguarda ogni uomo, non può essere compresso in forme statiche e storicamente determinate. I tempi sono maturi per porre, accanto alla famiglia eterosessuale tradizionale, anche il valore, non meno bello e ricco di simbolismo, delle coppie e delle famiglie lgbt”.

E’ utile ricordare, al riguardo, alcuni brani tratti dalla “Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali” (Epistula de pastorali personarum homosexualium cura) diffusa il 1 ottobre 1986 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede:

“L’attività omosessuale non esprime un’unione complementare, capace di trasmettere la vita, e pertanto contraddice la vocazione a un’esistenza vissuta in quella forma di auto-donazione che, secondo il Vangelo, è l’essenza stessa della vita cristiana.”
“Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l’omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico.”
“Questa Congregazione (per la Dottrina della Fede, ndr) incoraggia pertanto i Vescovi a promuovere, nella loro diocesi, una pastorale verso le persone omosessuali in pieno accordo con l’insegnamento della Chiesa. Nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni, nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l’attività omosessuale è immorale.”

In definitiva questa iniziativa, più che un tavolo di dialogo, appare a tutti gli effetti una capitolazione alla mentalità del mondo, in opposizione a Cristo e al Vangelo, e perciò senza salvezza e senza speranza.

A questa amara constatazione si aggiunge l’aggravante di svolgersi in uno dei santuari italiani più amati e rappresentativi del mondo cattolico italiano.

Per tale ragione è stata promossa l’iniziativa di una lettera indirizzata al Vescovo della diocesi di Cremona, al Rettore del Santuario e al Presidente del Consultorio “Punto famiglia”, per replicare contro un atteggiamento di supina e spesso acritica resa a gruppi – peraltro ben organizzati e supportati – che parlano di integrazione, ma di fatto seminano divisione e confusione particolarmente nel mondo cattolico.

Wanda Massa

Virgo Maria Fons Vitæ

All’attenzione di:

S. E. R. Vescovo di Cremona
M. R. Rettore del santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio
Presidente del Consultorio della diocesi di Cremona

 

Siamo un gruppo di cattolici e devoti del Santuario di Caravaggio, desideriamo esprimere le nostre perplessità e condividere alcune riflessioni in merito all’evento denominato “Tavolo di dialogo fra diocesi lombarde e realtà cattoliche LGBT” che si terrà il prossimo 18 novembre nel famoso santuario bergamasco. Rif. locandina

Ci sconcerta l’espressione “realtà cattoliche LGBT”, che ponendo sullo stesso piano la dimensione religiosa e quella relativa all’orientamento sessuale, di fatto contribuisce a legittimare e di conseguenza ad approvare comportamenti contrari all’ordine naturale, perciò definiti disordini nel Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC 2357/58).
Allo stesso modo riteniamo che definire una persona in base al proprio orientamento sessuale sia riduttivo e degradante. Ci riferiamo ai termini “giovani LGBT” e “genitori con figli LGBT”.

“L’attività omosessuale non esprime un’unione complementare, capace di trasmettere la vita, e pertanto contraddice la vocazione a un’esistenza vissuta in quella forma di auto-donazione che, secondo il Vangelo, è l’essenza stessa della vita cristiana.”
“Quando respinge le dottrine erronee riguardanti l’omosessualità, la Chiesa non limita ma piuttosto difende la libertà e la dignità della persona, intese in modo realistico e autentico.”
“Questa Congregazione (per la Dottrina della Fede, ndr) incoraggia pertanto i Vescovi a promuovere, nella loro diocesi, una pastorale verso le persone omosessuali in pieno accordo con l’insegnamento della Chiesa. Nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni, nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l’attività omosessuale è immorale.” (1)

In definitiva questa iniziativa, più che un tavolo di dialogo appare a tutti gli effetti una capitolazione alla mentalità del mondo, in opposizione a Cristo e al Vangelo, e perciò senza salvezza e senza speranza.
Per tali ragioni, con la presente missiva vi invitiamo a rivedere la scelta di concedere luoghi sacri, come il Santuario di Caravaggio e gli ambienti ad esso collegati, a simili iniziative.

1. Brani dalla “Lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali” (Epistula de pastorali personarum homosexualium cura), Congregazione per la Dottrina della Fede,
1 ottobre 1986.

Ariminum – per il 28 luglio – con il Comitato “Beata Giovanna Scopelli”

riceviamo e volentieri pubblichiamo:

3º COMUNICATO STAMPA UFFICIALE
Comitato “Beata Giovanna Scopelli”

Alla Cortese Attenzione dei Siti Amici, con preghiera di pubblicazione

Alla luce di alcuni recenti dichiarazioni di Marco Tonti, presidente Arcigay Rimini, e di Mons. Francesco Lambiasi, vescovo di Rimini, sentiamo doverose alcune importanti precisazioni:

1) Il Corriere di Rimini ha dedicato un’intera pagina ad un’intervista fatta al Tonti, relegando il nostro Comitato ad un trafiletto e chiedendo solo conferma della Processione per via telefonica. Riteniamo piuttosto imbarazzante questo tipo di servizio giornalistico, assolutamente di parte e piegato ovviamente alle logiche LGBT.

2) A proposito di logiche LGBT, altrettanto imbarazzanti sono state proprio le dichiarazioni di Tonti, in puro stile vittimistico e con un contenuto davvero fantascientifico. Non esiste infatti nessuna persecuzione verso gli omosessuali, ma anzi essi godono di “diritti” assolutamente ingiusti guadagnati con l’altrettanto ingiusta legge Cirinnà. Tonti ha paura del nuovo Ministro alla Famiglia: e fa bene in questo caso! Perché forse, per la prima volta, abbiamo un ministro che riconosce per “Famglia” unicamente quella composta da un uomo e una donna, come natura insegna. Insomma, Tonti se ne faccia una ragione: #lapacchiaèfinita.

3) Fa sorridere il fatto che Arcigay Rimini parli di “lobby” in Parlamento, quando una delle più grosse lobby è proprio quella omosessualista, finanziata dai partiti e dai potentati nazionali sovranazionali.

4) Ci fa piacere che Mons. Lambiasi abbia condannato nuovamente il “Summer Pride”, ribadendo il Catechismo e il disordine che vivono queste persone praticando atti contro natura. Ribadiamo infine che la nostra è un’iniziativa organizzata da laici e che quindi, come insegna il Codice di Diritto Canonico, Can. 225 – §1, “i laici come tutti i fedeli, sono deputati da Dio all’apostolato mediante il battesimo e la confermazione, sono tenuti all’obbligo generale e hanno il diritto di impegnarsi, sia come singoli sia riuniti in associazioni, perché l’annuncio divino della salvezza venga conosciuto e accolto da ogni uomo in ogni luogo”. Il nostro Comitato agisce con questo spirito e appunto nella libertà dei battezzati in Cristo, che godono appunto di diritti comuni a tutti i cristiani.

5) Ringraziamo, sosteniamo ed esprimiamo tutta la nostra solidarietà a Domenica Spinelli, sindaco di Coriano, per gli ingiusti attacchi subiti dopo aver svolto il proprio dovere non trascrivendo, giustamente, l’ “atto di nascita” di due bambini “figli” di due uomini. I bambini non possono che avere un padre ed una madre, per buona pace dei Tonti di turno.

6) Approfittiamo per divulgare il video trailer della nostra Processione di Riparazione:

https://m.youtube.com/watch?v=aL2gr_aeG-Q&feature=youtu.be

Comitato “Beata Giovanna Scopelli”